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LA VALLE E IL TEMPIO DI ANTAS

  valle di Antas  
 

L’area archeologica di Antas ricopre un ruolo fondamentale nella storia della Sardegna. Quest’area, nel periodo nuragico attirò l’interesse prima dei Cartaginesi e dopo dei Romani, per la ricchezza dei giacimenti di piombo e di ferro.
Nel sito archeologico è stato portato alla luce un sentiero che conduce alla vicina grotta di Su Mannau, dei ruderi di un nucleo abitativo del periodo nuragico e romano, la necropoli, e le rovine del Tempio Punico-Romano dedicato all’adorazione del dio dei sardi Sardus Pater Babai.La valle, oltre ad essere importante dal punto di vista archeologico, è molto affascinante anche dal punto di vista naturalistico, grazie alla presenza di lentischi centenari, d’insetti d’ogni tipo e colore e di massi rocciosi che risalgono a 500 milioni di anni fa, molti anni prima della nascita dell’uomo.

storia di Antas  
  Tempio di Antas

La necropoli: nel 1984 sono state scoperte tre tombe a pozzetto, due contenevano un individuo inumato, mentre la terza era stata costruita ad uso commemorativo (cenotafio), infatti non era presente il defunto ma solamente il corredo funerario.
Sotto la gradinata d’accesso del Tempio Romano si possono ammirare i resti di un primo tempio dedicato a Sid Addir Babai; gli archeologi hanno stimato una prima costruzione del tempio attorno al 500 a.c., periodo durante il quale venne edificato il sacello. Nel 300 a.c. vennero eseguite delle decorazioni esterne.

Nel 1836 il generale La Marmora, amante della Sardegna e della storia antica, scoprì nella valle di Antas il tempio Romano, la cui ricostruzione venne terminata nel 1967 ad opera dell’archeologo Barreca. Il tempio si divide in tre parti: pronao, cella, e adyton bipartito; il prospetto è tetrastilo e si presenta con quattro colonne frontali e due laterali.
 
 

Le colonne sono alte circa 8 metri, terminano tutte con degli affascinanti capelli ionici. Il pavimento della cella presenta un mosaico con bordo nero, decisamente rovinato; nel adyton, la parte sacra del tempio, vi sono due vasche che presumibilmente venivano utilizzate dai sacerdoti per purificarsi prima delle cerimonie; nell’ultima parte vi era quasi sicuramente la statua del Sardus Pater, della quale è stato trovato solo un dito della mano, dalle cui dimensioni gli archeologi hanno stimato per la statua un’altezza di circa 3 metri. Il tempio era coronato da un frontone triangolare e da una copertura in tegole piane.

Tempio di Antas  
  villaggio di Antas

Nell’area circostante al tempio sono state trovate delle fosse con resti di animali (ossa e crani), da questi ritrovamenti si presuppone che nel tempio venissero eseguiti dei sacrifici.
Sono stati trovati anche doni votivi, come statue di bronzo, lance in ferro e molte monete.

 
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